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La cisti pilonidale (o cisti sacrococcigea)

Cos’è la cisti pilonidale?

E’ un’infezione cronica della cute della regione sacro-coccigea sulla linea mediana tra le due natiche. Risulta dall’infezione di peli incistati in questa parte di cute. E’ più frequente nel periodo della pubertà e verso i 40 anni e predilige il sesso maschile. E’ più comune nei soggetti obesi e con una maggior presenza di peli.

Quali sono i sintomi?

Una cisti pilonidale si può manifestare con un piccolo foro in sede sacro coccigea secernente materiale purulento o sangue oppure con una grosso ascesso con cute sovrastante molto calda, arrossata e dolente. In quest’ultimo caso può comparire febbre, nausea e malessere generale.

In genere la patologia esordisce con un ascesso in sede sacrococcigea che può aprirsi spontaneamente o mediante l’incisione chirurgica: in ogni caso fuoriesce un’abbondante quantità di pus. La febbre cala rapidamente così come il dolore. Quando l’ascesso è risolto, la maggior parte dei pazienti sviluppa il “seno pilonidale”, cioè una cavità al di sotto della superficie cutanea che può drenarsi all’esterno mediante uno o più orifizi sulla cute della regione sacrococcigea. Alcuni pazienti sviluppano infezioni ricorrenti del seno pilondiale con dolore, febbre ed emissione di materiale purulento. L’intervento chirurgico è praticamente sempre necessario per risolvere il problema.

Come si cura la cisti sacrococcigea?

L’ascesso viene trattato mediante l’incisione chirurgica: il pus fuoriesce attraverso l’incisione, la febbre decresce rapidamente così come il dolore scompare quasi subito. E’ un intervento che viene eseguito solitamente in ambulatorio o in Pronto Soccorso in anestesia locale. La cisti sacrococcigea cronica viene trattata mediante l’escissione chirurgica. Le tecniche utilizzate possono essere “aperte” o “chiuse” nel senso che dopo la rimozione del seno pilonidale, la ferita può essere lasciata aperta oppure chiusa mediante punti di sutura. L’asportazione può interessare ampi tratti di cute per cui la guarigione può richiedere molto tempo soprattutto se la cute viene lasciata aperta. Il paziente necessita di medicazioni quotidiane. Per permettere la guarigione di ferite molto ampie, possono essere confezionati dei flap cutanei (cioè dei lembi di cute che vengono posizionati in modo da ricoprire le ampie ferite). Se la ferita viene chiusa mediante spessi punti di sutura, la zona dell’intervento deve essere tenuta pulita e asciutta: ogni tre o quattro giorni è importante che il chirurgo aspiri mediante una siringa le secrezioni che si formano al di sotto della ferita. Dopo circa 15 giorni possono essere rimossi i punti di sutura. Se la ferita chiusa non guarisce, i punti vanno rimossi e la ferita deve essere lasciata aperta e medicata quotidianamente. La guarigione può avvenire anche dopo due o tre mesi.