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La stipsi e la sindrome da ostruita defecazione

Cos’è la stipsi?

Comunemente per stipsi si intende una condizione di rallentamento del transito intestinale associato o meno ad una riduzione del volume e di peso delle feci: tali condizioni determinano una riduzione della frequenza delle evacuazioni. Nella definizione di stipsi vengono anche compresi una serie di sintomi oggi raggruppati nella più precisa definizione di Sindrome da Ostruita Defecazione (ODS) quali l’eccessivo sforzo alla defecazione, il senso di incompleta evacuazione, la necessità di utilizzare le dita per poter evacuare, l’abuso di lassativi o la necessità di eseguire frequenti clisteri.

La frequenza delle evacuazioni è molto variabile e dipende da numerosi fattori. L’uomo è tendenzialmente più regolare e normalmente evacua una volta al giorno. Nella donna sono considerate normali 2-3 evacuazioni a settimana.

Lo stimolo ad evacuare cresce mano a mano che il retto si riempie di feci. Se un soggetto non avverte lo stimolo anche per giorni, significa che il suo retto non è ripieno di feci: probabilmente esiste un transito intestinale rallentato (stipsi vera). Se però un soggetto avverte lo stimolo ma non riesce ad espellere le feci (per cui deve ricorrere a manovre manuali, cambi di posizione sul vater, clisteri, uso di lassativi) o presenta una evacuazione frammentata e incompleta, significa che il suo retto è ripieno di feci ma esiste una condizione patologica che impedisce una normale evacuazione (stipsi da ostruita defecazione).

Un fattore importante che condiziona le funzioni intestinali è senz’altro la dieta. Essa deve includere almeno 25-30 grammi di fibre al giorno (crusca, frumento, verdura a foglia larga e frutta) e un buon apporto di acqua (1,5-2 litri al dì). Altro fattore importante è l’attività fisica; si raccomandano 30 minuti di cammino al giorno e si consiglia di fare sport.

Quali sono le cause della stipsi?

Possono essere numerose e contemporaneamente presenti. Tra le più frequenti cause si annoverano: un inadeguato apporto di fibre e liquidi nella dieta, una vita sedentaria e cambiamenti ambientali e di stile di vita. Cause più serie sono la formazione di neoplasie del tratto colon-rettale, soprattutto dopo i 50 anni, per cui è bene consultare lo specialista se le condizioni di stipsi persistono. La stipsi può anche essere il primo sintomo del diabete. Può anche essere associata a malattie neurologiche (Parkinson, sclerosi multipla) o del sistema endocrino (malattie della tiroide per esempio).

Se si considera invece la stipsi da ostruita defecazione, le cause più frequenti sono dovute alla presenza di un prolasso del retto, di un rettocele, di un enterocele, di una disfunzione del muscolo puborettale o di altre disfunzioni del perineo. Spesso queste patologie sono concomitanti.

La stipsi può essere causata da farmaci?

Si. Molti farmaci, come gli analgesici, gli antidepressivi, i tranquillanti, gli antiipertensivi, i diuretici, i farmaci contenenti calcio, ferro e alluminio possono provocare un rallentato transito intestinale con conseguente stipsi.

Quando si dovrebbe consultare lo specialista in caso di stipsi?

Ogni volta che si riscontrano delle variazioni nelle abitudini defecatorie (soprattutto se si alternano periodi di stipsi a periodi di diarrea) è bene consultare lo specialista colonproctologo. Se si associa anche un sanguinamento, la visita è fortemente raccomandata.

Come possono essere determinate le cause della stipsi?

Prima di tutto lo specialista colonproctologo esegue un’esplorazione digitale ed una anorettoscopia. Queste due semplici procedure sono molto importanti per escludere la presenza di una causa organica del tratto anorettale. Successivamente, lo studio dell’intestino può prevedere l’esecuzione di una colonscopia che può essere tradizionale o virtuale (vedi) o l’esecuzione di un Clisma-TC (vedi). L’Rx clisma a doppio contrasto viene oggi meno utilizzato. Con queste metodiche possono essere evidenziati diverticoli, polipi neoplasie del colon-retto ed altre eventuali cause di stipsi. L’Rx transtito con markers (vedi) ci consente di calcolare il tempo di transito intestinale. Utile, per lo studio funzionale del tratto anorettale, la manometria (vedi).

Per lo studio della stipsi da ostruita defecazione vengono utilizzate la defecografia (cinedefecografia, colpocistoenterodefecografia e pelviperineografia) e la Risonanza Magnetica (vedi) che possono rilevare la presenza di un rettocele, di un prolasso del retto, di un enterocele o di disturbi del pavimento pelvico, tutte cause dei sintomi ostruttivi.

Come si cura la stipsi?

La maggior parte dei pazienti trovano giovamento nell’aggiunta di fibre e liquidi nella loro dieta e nel fare attività fisica. Queste procedure diminuiscono anche il livello di colesterolo nel sangue riducendo così il rischio di formazione di tumori nel colon. Le fibre (crusca, frumento, verdura a foglia larga, frutta…) devono essere assunte in una giusta quantità per lunghi periodi e deve essere totalmente eliminato l’uso di lassativi. A volte devono essere prescritte sostanze che hanno il compito di ammorbidire le feci (mucillagini). Lassativi o clisteri comunque devono essere utilizzati solo sotto stretta sorveglianza medica.

Questi provvedimenti spesso possono risolvere o perlomeno migliorare anche la stipsi da ostruita defecazione. Tuttavia, quando la dieta, il movimento fisico e l’assunzione di ammorbidenti fecali non sono sufficienti, è necessario ricorrere alla chirurgia (vedi capitolo “rettocele ed ostruita defecazione”).

Se la stipsi è di origine organica (polipi o tumori del colon), la terapia deve necessariamente essere chirurgica, associata o meno a trattamenti radio o chemioterapici.